Fat Freddy's Drop a Milano: all'Alcatraz il jazz dub del Pacifico, la prima volta senza Mu

Il 30 settembre la band di Wellington ha aperto le tre date italiane del tour per i 21 anni di Based On A True Story. È il primo giro di concerti dopo la morte del fondatore Chris Faiumu, conosciuto come Mu o DJ Fitchie.

 

 

Mercoledì 30 settembre i Fat Freddy's Drop sono saliti sul palco dell'Alcatraz di Milano. È la prima tappa italiana del tour dedicato a Based On A True Story, il disco che nel 2005 ha fatto conoscere al mondo il particolare impasto sonoro della band neozelandese. Dopo Milano, il tour passa da Roma, all'Atlantico, il 1° ottobre, e da Bologna, all'Estragon, il 2. Questa volta, però, sul palco c'è un'assenza che pesa. Chris Faiumu, per tutti Mu o DJ Fitchie, fondatore del gruppo e figura centrale nella costruzione del suo suono, è morto improvvisamente nel luglio 2025. La band ha scelto di non cancellare le date che aveva programmato insieme a lui. Come ha raccontato il cantante Dallas Tamaira, portare Based On A True Story sul palco faceva parte dei progetti condivisi con Mu. E così il tour diventa inevitabilmente anche un modo per tornare a suonare quella musica senza una delle persone che più di tutte ne aveva definito il linguaggio. Based On A True Story è il debutto in studio dei Fat Freddy's Drop, pubblicato inizialmente in maniera indipendente e registrato a The Drop, lo studio che Mu aveva costruito nella sua casa di Lyall Bay, a Wellington. Secondo il materiale ufficiale del tour, il disco è rimasto per 111 settimane nella Top 40 neozelandese, un record nazionale, e ha conquistato otto New Zealand Music Awards

 

 

 

Una storia che fonde jazz, dub, reggae e musica elettronica

La storia di Mu, però, comincia prima dei Fat Freddy's Drop. Aveva iniziato come deejay nei bar di Wellington e, come racconta l'Otago Daily Times nel suo necrologio, è stato anche attraverso il dub reggae che ha imparato a produrre e manipolare il suono. Faceva inoltre parte dei Roots Foundation, un collettivo di deejay legato alla cultura reggae. Per anni, nei concerti dei Fat Freddy's Drop, c'è stata un'immagine quasi rituale: Mu curvo sulla sua MPC, a costruire e deformare il suono dal vivo. Un approccio che guardava idealmente a figure come King Tubby e Mad Professor, ma che la band ha trasformato in qualcosa di profondamente legato alla propria città e alla propria esperienza musicale. Perché è difficile definire i Fat Freddy's Drop semplicemente come una reggae band o attribuire un etichetta specifica a un sound in cui convivono dub, jazz, soul, reggae e musica elettronica, elementi che vengono dilatati, sovrapposti e continuamente rimessi in discussione durante l'esecuzione dal vivo. È proprio questa dimensione, più che un singolo genere, ad aver costruito negli anni la loro identità. A Milano, quindi, la band torna davanti al pubblico italiano con il suo disco più rappresentativo, ma anche con una formazione che deve fare i conti con un'assenza nuova. Il primo concerto italiano dei Fat Freddy's Drop dopo Mu è anche questo: una celebrazione di Based On A True Story, ma soprattutto il tentativo di continuare a far vivere un suono che lui aveva contribuito a costruire da zero.

 

Foto credits: Emanuela Mantegazza