Black History Month: Regno Unito, una storia che passa per il sound system

Ottobre nel Regno Unito è il mese dedicato alla storia nera. Un'origine americana, un innesto britannico degli anni Ottanta, e un filo diretto con la cultura sound system che arriva fino a Notting Hill.

Il Black History Month nasce negli Stati Uniti dalla frustrazione di uno storico che non trovava, negli archivi americani, traccia sistematica della propria gente. Carter G. Woodson, secondo afroamericano a conseguire un dottorato ad Harvard, fondò nel 1915 l'Association for the Study of Negro Life and History. Undici anni dopo, nel febbraio 1926, lanciò la "Negro History Week", collocata a ridosso dei compleanni di Abraham Lincoln e Frederick Douglass. La settimana diventerà mese solo nel 1976, con il riconoscimento ufficiale del governo statunitense. Il Regno Unito importa l'idea e la reintepreta, la reinventa. È il 1987 quando Akyaaba Addai-Sebo, analista e attivista panafricano di origine ghanese, funzionario della Greater London Council sotto la guida di Ken Livingstone, coordina il primo Black History Month britannico. La scelta non cade su febbraio ma su ottobre: mese del raccolto nel calendario agricolo africano, e quell'anno il 1987 si celebra anche l'African Jubilee Year, legato all'anniversario dell'abolizione della schiavitù nell'Impero britannico. Un atto, quello di Addai-Sebo, nato dentro un decennio segnato dalle rivolte di Brixton, Tottenham e Toxteth, e dalla necessità, sue parole riportate in più occasioni, di rispondere all'assenza di rappresentazione nei programmi scolastici e nelle istituzioni culturali britanniche

 

 

l sound system come modello culturale identitario

Se il Black History Month racconta la storia attraverso le istituzioni (scuola, archivio, politica culturale) la comunità caraibica a Londra aveva già costruito, decenni prima, un proprio centro comunitario parallelo: il sound system. Nel 1955 Vincent George Forbes, arrivato a Londra l'anno precedente come clandestino su una nave da Kingston, monta il primo sound system in stile giamaicano nel Regno Unito: un giradischi di seconda mano acquistato a Edgware Road, un altoparlante pagato 15 sterline, un amplificatore autocostruito per 4. Diventa Duke Vin the Tickler's, base a Ladbroke Grove. Nell'Inghilterra dei cartelli "No blacks, no Irish, no dogs" affissi fuori dalle case in affitto, del colour bar nei pub e nei locali che sbarravano l'ingresso ai neri, il sound system diventa uno dei principali spazi di resistenza culturale della comunità diasporica, certamente di svago, ma anche uno dei luoghi dove quella comunità può ritrovarsi e sentirsi a casa. La storia del Black History Month e quella di strada del sound system finiscono per  intrecciarsi. Nel gennaio 1959, dopo le violente rivolte razziali di Notting Hill dell'anno precedente, la giornalista e attivista trinidadiana Claudia Jones organizza al St Pancras Town Hall un carnevale caraibico al chiuso, trasmesso dalla BBC: una risposta culturale alla violenza, pensata per ricompattare una comunità sotto attacco. È il precedente riconosciuto del Notting Hill Carnival, che nella sua forma di strada nascerà solo nel 1966 per iniziativa di Rhaune Laslett. Duke Vin sarà una presenza fissa del Carnival per 37 anni, portando il proprio sound fin dentro l'evento che, da risposta a una ferita sociale, è diventato la seconda parata di strada più grande al mondo. Due percorsi diversi, che hanno attraversato epoche diverse. Ma a Notting Hill, ogni fine agosto, si ritrovano a condividere lo stesso spazio. 

Il Black History Month 2026 porta un tema, "Honouring Our Communities", pensato per chi costruisce cultura nell'ombra. E un ricordo a chi ha dedicato parte della propria vita a quella causa: la copertina del National Black History Month Magazine è dedicata a Kanya King, fondatrice dei MOBO Awards, morta il 3 giugno scorso. Nel 1996 ipotecò casa propria per finanziare, senza alcun sostegno dell’industria musicale, il primo riconoscimento istituzionale britannico per la musica nera, dalla dancehall al grime, dal garage all'afrobeat. Trent'anni dopo, con lo stesso spirito di autofinanziamento e autorappresentanza che, nel 1955, portò Duke Vin a costruirsi un sound system con un amplificatore fatto in casa.

 

Foto credits: British Museum, Black History Month Uk