Il dembow non si brevetta: Steely & Clevie perdono la battaglia legale

Bad Bunny e oltre 150 artisti incassano una vittoria importante contro Steely & Clevie. Ma dietro la sentenza c'è una questione molto più grande: cosa succede quando un linguaggio nato in Jamaica diventa un'industria globale che vale miliardi?

C'è una causa sul copyright che non riguarda solamente una canzone ma reclama il diritto di paternità su un ritmo.
La disputa legale tra Steely & Clevie contro Bad Bunny e oltre 150 artisti è arrivata forse a uno dei suoi passaggi decisivi.

Da una parte ci sono due figure fondamentali della produzione musicale jamaicana e una rivendicazione costruita intorno a Fish Market, produzione del 1989 al centro della disputa sulle origini del pattern ritmico che avrebbe contribuito allo sviluppo del dembow.
Dall'altra c'è una parte enorme della moderna industria latina e globale: Bad Bunny, Karol G, Daddy Yankee, J Balvin, Drake, Luis Fonsi e decine di altri artisti.
In mezzo ci sono più di 1.800 brani reggaeton.
E una domanda che vale molto più di una singola controversia legale: un ritmo può diventare proprietà di qualcuno?
Il 1° settembre 2026 il giudice federale André Birotte Jr. ha ribaltato la propria precedente decisione, stabilendo che la principale teoria con cui Steely & Clevie avevano formulato le proprie accuse non poteva procedere oltre.
Per Bad Bunny e soci è una vittoria.
Per la musica jamaicana, invece, è una storia decisamente più complicata.

 

 

Tutto parte dalla Jamaica

Nel 1989 Steely & Clevie realizzano Fish Market.
Sono gli anni in cui la produzione jamaicana sta sviluppando una grammatica ritmica destinata a viaggiare molto più lontano di quanto chi la sta creando possa immaginare. Quella musica attraverserà Caraibi, America Latina e Stati Uniti. Diventerà parte del reggaeton, un genere destinato al successo globale. Il suo elemento ritmico più riconoscibile, il dembow, finirà dentro una quantità enorme di produzioni.
La causa presentata da Steely & Clevie nel 2021 prova a riportare quella storia sul terreno del diritto d'autore.
L'accusa coinvolge più di 150 artisti e oltre 1.800 canzoni.
Ma oggi una parte fondamentale dell’impianto accusatorio davanti al giudice sembra essere crollata. 

Il problema delle due battute 

Gli avvocati di Bad Bunny hanno contestato la decisione precedente del giudice sostenendo che la rivendicazione si basi sulla combinazione di elementi musicali provenienti da tre brani differenti. Un dettaglio è importante.
Il pattern di due battute che Bad Bunny viene accusato di aver copiato sarebbe formato da due barre separate di Fish Market.
Ma quella specifica combinazione delle due barre compare insieme in Pounder (Dub Mix II).
Steely & Clevie, secondo quanto riportato nella sentenza, non possiedono il copyright sulla composizione di quel brano.
I querelanti, secondo il giudice Birotte non hanno identificato l'opera protetta che incorpora quella specifica selezione e disposizione.
E senza quell'opera non è possibile stabilire correttamente l'estensione del copyright né procedere all'analisi della presunta violazione.
La causa, su questa teoria, giunge allo stop.
La sentenza, comunque, non stabilisce che Steely & Clevie non abbiano creato materiale protetto.
E soprattutto non autorizza automaticamente chiunque a campionare la loro musica.
Il giudice ha respinto una precisa costruzione giuridica.
Non ha cancellato la storia musicale che c'è dietro.
E infatti la causa rimane aperta su altre rivendicazioni, comprese quelle relative ai presunti sample diretti delle registrazioni di Steely & Clevie.
Bad Bunny ha vinto un round importante, non necessariamente tutta la partita.

 

 

Chi crea e chi incassa

C’è  poi un aspetto della vicenda che va oltre le aule del tribunale.
La musica jamaicana ha passato decenni a inventare linguaggi che altri mercati hanno trasformato, reinterpretato e, spesso, monetizzato su una scala enormemente superiore.
Riconoscere questa asimmetria non significa sostenere che ogni evoluzione successiva appartenga economicamente alla Jamaica. Significa riconoscere che influenza culturale e potere economico raramente viaggiano alla stessa velocità.
È una delle grandi contraddizioni della storia della musica caraibica.
La Jamaica produce.
Il suono viaggia.
Altri lo reinterpretano e spesso si trovano nella posizione migliore per monetizzarla.
Non è un'accusa a Bad Bunny.
E nemmeno significa che il reggaeton non abbia sviluppato una propria storia, una propria identità e una propria creatività.
Sarebbe una semplificazione altrettanto sbagliata, ma la domanda resta attuale.
Quanto valore economico è stato costruito nel mondo sulla musica e sulle innovazioni nate dalla cultura jamaicana?
E quanto di quel valore è rimasto effettivamente nelle mani di chi ha costruito quei linguaggi?
Ed è forse questo il lato più amaro della vicenda Steely & Clevie.
Non perché Bad Bunny sia il cattivo della storia.
Ma perché una parte della musica jamaicana continua a trovarsi nella posizione di dover dimostrare legalmente quanto vale ciò che ha creato, mentre altri mercati costruiscono industrie gigantesche utilizzando quei linguaggi.

Steely & Clevie non hanno perso la storia

E questa è forse la distinzione più importante.
Steely & Clevie possono aver perso una parte fondamentale della loro battaglia legale.
Ma questo non cancella il loro contributo alla musica jamaicana.
Non cancella Fish Market.
Non cancella la storia dei riddim.
E soprattutto non cancella il fatto che una parte del suono che oggi riempie gli stadi di tutto il mondo ha radici profonde nella musica jamaicana.
La legge può stabilire cosa sia proteggibile.
Non può riscrivere la genealogia di un ritmo.
Forse è proprio questo il paradosso.
Un ritmo nato in un determinato contesto può attraversare il mondo, entrare a far parte di un altro genere, diventare una componente dell'industria musicale globale.
Steely & Clevie hanno provato a riportarlo indietro, almeno legalmente, il tribunale ha risposto che per farlo bisogna prima dimostrare esattamente quale opera protetta si possiede e quale diritto è stato violato.
Non basta ricostruire un pattern, riconoscere una somiglianza, non basta dire: questo viene da noi.
Ma c'è una cosa che questa sentenza non potrà cambiare.
Quel ritmo continuerà a viaggiare. E la vera questione non è impedirgli di farlo.
È capire perché, così spesso, chi crea il linguaggio finisce per avere meno potere di chi impara a diffonderlo a milioni di persone.
Perché questa non è soltanto una causa contro Bad Bunny.
È una nuova puntata della vecchia storia della musica jamaicana: inventare il suono, vederlo conquistare il mondo e dover lottare per dimostrare quanto vale.

 

Fonti: Usa Today, Rolling Stone