Sean Paul incendia il Carroponte: il Timeless Tour conferma perché è ancora l'unico

Il Carroponte di Sesto San Giovanni ha risposto in massa alla data milanese del Timeless Tour di Sean Paul. Location piena, pubblico caldo dal primo minuto: la conferma di un dato che si ripete da anni - in Italia, quando si parla di dancehall che arriva a un pubblico di massa, il nome di Sean Paul resta un caso isolato.

 

 

La scaletta: dalle hit al dancehall style duro

L'apertura è affidata ai classici che tutti conoscono: "So Fine" e "Get Busy" servono a scaldare la voce del pubblico prima ancora che il corpo. È una scelta di scaletta consapevole, quella di partire dal terreno più sicuro per poi spostarsi altrove.

Perché il set, superata la prima fase, vira su ritmi più hardcore. Su "Street Sweeper" Sean Paul inserisce una cover di "Badder Than Them" di Burro Banton, un riferimento che nella scaletta pesa più di quanto la sua durata suggerisca: è un segnale diretto a chi in sala conosce il genere oltre i singoli da classifica. Nello stesso segmento arrivano "Mek It Clap" e "Boasty", due anthem che il pubblico canta riga per riga.

 

 

Nel mezzo del live trovano spazio le hit mainstream - "Cheap Thrills", "No Lie", "She Doesn't Mind" - insieme a brani che hanno superato la prova del tempo come "I'm Still In Love". La chiusura è affidata a "Temperature", scelta obbligata quanto efficace per chiudere in cassa dritta.

Ad apertura e chiusura del live, la consolle passa allo storico dj Copper Shaun (Coppershot), che porta sul palco il juggling tipico dei sound system giamaicani: un dettaglio che nella serata pesa, perché restituisce alla data una cornice sound system e non solo da concerto pop.

 

 

La risposta del pubblico

Il dato più interessante della serata non è la partecipazione sulle hit - scontata per un artista di questo calibro - ma la risposta sui brani più marcatamente dancehall. Il pubblico del Carroponte non si accende solo su "Temperature" o "Cheap Thrills": canta e risponde anche su "Mek It Clap", su "Ready Fi Di Ride", sui pezzi che restano fuori dal radar del grande pubblico radiofonico.

Una riflessione necessaria

Sean Paul resta, con ogni probabilità, l'unico artista capace di generare in Italia una risposta di piazza di questa portata restando fedele a un impianto dancehall riconoscibile. Non è un dato scontato, ed è tanto più significativo in una fase in cui il genere fatica a trovare spazio nei circuiti live italiani fuori dai festival specializzati. Ripartire da date come questa - piene, partecipate, capaci di far cantare tanto gli inni pop quanto i pezzi più di nicchia - è probabilmente il modo più concreto per ricostruire un pubblico stabile per la cultura dancehall nel nostro paese.

 

 

Dhit Magazine ha seguito la data del Timeless Tour da una posizione di osservazione privilegiata, con accesso diretto alle aree riservate all’organizzazione dell’evento. Un punto di vista che ci ha permesso di restituire il racconto delle vibe della serata.

Foto credits: Emanuela Mantegazza (www.emanuelamantegazza.com)