Pull It Up - An Italian Story: il documentario che ha raccontato la dancehall in italia

Quindici anni fa, un collettivo indipendente decise di fare quello che nessuno aveva ancora fatto: mettere una telecamera davanti ai protagonisti della scena sound system italiana e lasciarli raccontare una storia.

C'era un momento, nei primi anni Duemila, in cui il reggae e la dancehall in Italia esistevano davvero. Un movimento che contava decine di sound e un pubblico numeroso da nord a sud. Eppure faticava ad essere “riconosciuto”.

Niente mainstream, niente copertura mediatica degna di questo nome. Solo serate, dubplate, sound system costruiti pezzo per pezzo, e una rete di appassionati tenuta insieme dalla passione e dal passa parola. Una storia che affondava le sue radici già dagli anni ’90. Ma che nessuno aveva ancora raccontato.

Poi, il 29 gennaio 2011, arrivò Pull It Up - An Italian Story.

Il primo documentario sui sound system reggae italiani

Prodotto dal collettivo 9Lives, Pull It Up è stato il primo lavoro audiovisivo interamente dedicato alla scena sound system italiana. Presentato con un anteprima all'auditorium del Centro Culturale Candiani di Mestre, seguita da una dancehall night al Pop Corn Club di Marghera con molti dei protagonisti del film.

In scena, o davanti alla telecamera, nomi che quella cultura l'avevano costruita: One Love Hi Powa, Bass Fi Mass, Vito War, Villa Ada, Godzilla, Northern Lights, Mad Kid, I-Shence, Pier Tosi - insieme ad Alborosie e Sud Sound System, già proiettati oltre i confini nazionali.

Non solo nostalgia: una grammatica della cultura sound system

Il documentario non è un archivio sentimentale. Ma uno strumento che spiega agli “esterni” cos'è un sound system, come si costruisce, cosa lo distingue da un impianto tradizionale. Cos’è un dubplate, il juggling, il mercato, le feste, la cultura. Una porta d'ingresso per chi si avvicinava per la prima volta, e uno specchio per chi era già dentro.

Il progetto partito nel luglio 2009, al Rototom Sunsplash - l'ultima edizione italiana prima del trasferimento in Spagna - si è chiuso nel dicembre 2010. Un anno e mezzo di riprese, interamente autoprodotto.

La tesi: l'Italia era un caso unico al mondo

La cosa più interessante, a rileggerla oggi, è la tesi che il documentario portava avanti: la scena italiana è stata un'anomalia globale.

A differenza di quanto accaduto nel resto d'Europa, la cultura sound system in Italia non è arrivata attraverso comunità diasporiche giamaicane. È nata qui, dentro i centri sociali, con le posse, in modo completamente autonomo.

Una peculiarità non priva di criticità e contraddizioni, ma unica nel suo genere.

Quindici anni dopo Pull It Up resta un documento indispensabile per chiunque voglia capire come funziona una cultura musicale nata dal basso - senza industria, senza visibilità, con mezzi propri e una fedeltà ostinata alle radici.